«Nell’arco di 8 anni ho subito più di 200 elettroshock e ognuno equivaleva alla paura di un’esecuzione».

Dapprima un’infanzia e un’adolescenza vissute in Nuova Zelanda negli anni ’20 e ’30 in una famiglia modesta: il padre impiegato delle ferrovie e la madre casalinga, con un solo vestito per la domenica e la segreta aspirazione di scrivere versi. Poi, con la maturità, la sospirata indipendenza e le letture – Shakespeare, Keats, Dylan Thomas e, soprattutto, Virginia Woolf – ma anche l’incubo dell’internamento psichiatrico. Quindi il viaggio liberatorio in Europa, a Londra, e poi Ibiza con il primo amore.

“Un angelo alla mia tavola” è l’autobiografia spietata e dolcissima di una ragazza ritenuta diversa prima e grande scrittrice poi, la sua dolorosa formazione, l’itinerario psicologico e affettivo di una bambina-ragazza-donna che ha conquistato il mondo intero.

Questa nuova versione edita da Einaudi nel 1999 raccoglie i tre precedenti volumi di esemplare compiutezza e uniformità narrativa per la prima vola.

La regista Jane Campion ne ha tratto un film meraviglioso nel 1990.

Janet Frame “Un angelo alla mia tavola”.

 

SKRIBI è un progetto di Elena Manzari - p.Iva. 07990430725

WhatsApp chat
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: