“Se mi tornassi questa sera accanto”, memorabile incipit della poesia “A mio padre” di Alfonso Gatto, è il romanzo di Carmen Pellegrino sulla distanza, a volte abissale, che può esserci tra gli esseri umani, specie se si sono amati.

Giosuè Pindari è un uomo antico, legato alla terra, alla famiglia e a un ideale politico. Scrive lettere alla figlia Lulù andata via da tempo per allontanarsi dalla malattia che ha colpito Nora, sua madre. Lulù non dà più notizie di sé e Giosuè scrive e affida queste lettere alla corrente del fiume: arriveranno mai? Non è importante saperlo; in fondo il fiume con le sue piene improvvise sa sempre come arrivare a destinazione. E Lulù, sulle sponde di un altro fiume lontano migliaia di chilometri, è come se rispondesse alle lettere paterne seguendo la corrente, attraverso l’incontro con Andreone, l’uomo leggero che aspetta la piena.

«Dicono che nella vita si scelga sempre: si sceglie dove andare, con chi stare, si sceglie persino cosa perdere e cosa trattenere. Io ho sempre perso, anche senza averlo scelto».

Carmen Pellegrino “Se mi tornassi questa sera accanto” Giunti 2017

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