Comincia così il memoir di Ariel Levy con la normalità che deflagra e poi si sgretola. «Negli ultimi mesi ho perso mio figlio, la mia compagna e la casa». Il punto di collasso è la perdita di un bambino, avvenuta alla diciannovesima settimana di gravidanza nella stanza di un albergo di Ulan Bator, in Mongolia.

Quando torna a casa la sua vita, quella di prima, semplicemente non esiste più. Al suo posto c’è solo un grumo di dolore e la consapevolezza difficile che l’unica a poter fare ciò che vuole è madre natura: le sue sono le sole regole che valgono.

Ariel Levy, Le regole non valgono, Bompiani edizioni (trad. Claudia Durastanti).

 

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