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Rino Gaetano

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Vi capita mai di cantare canzoni perché conoscete il testo ma di non soffermarvi più di tanto sul loro significato?
Ecco, a me ultimamente sta capitando spesso (forse l’età, che ne so): mi ritrovo a canticchiare interi brani e dopo un po’, fermarmi e dire “Cavolo! Ma questa è una piccola bomba” o giù di lì.
Facciamo un esempio: “Ma il cielo è sempre più blu” del grande, grandissimo Rino Gaetano.
Conosco il testo a memoria da sempre ma solo qualche tempo fa mi sono resa conta della potenza delle sue parole.

Ma chi era Rino Gaetano? A chi parlava la poetica trasgressiva e struggente che passa in ogni suo lavoro artistico?
Se anche voi volete saperne di più su “il figlio unico della canzone italiana” vi consiglio la lettura di questo volume della Bizzarro edizioni scritto dal giornalista romano Yari Selvetella.
Io l’ho divorato 

ps: oggi in libreria si ascolta solo Rino. Se passate lo ascoltiamo insieme.

M. il figlio del secolo

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Solitamente non mi piace parlare di libri “necessari”, di libri, cioè, che bisogna leggere per forza. Anzi, io sono la classica lettrice che considera la lettura un reale vero piacere, e non ci penso un attimo nel stoppare una lettura se questa non m’ha preso. Magari poi riprendo il libro perché credo che ci siano tempi differenti per ogni lettura e stati d’animo diversi che ci avvicinano o allontanano da alcuni libri (ma questa è un’altra storia e rischio di dilungarmi – e chi mi conosce sa, se comincio a parlare io… ).

Oggi vorrei indicarvi questa novità uscita una dozzina di giorni fa per Bompiani. Si tratta dell’ultimo lavoro di Antonio Scurati, scrittore che a volte mi piace, altre meno.
“M. Il figlio del secolo” il suo titolo e si comprende perfettamente a chi Scurati faccia riferimento.

Ma che libro è questo? Cito: «Il primo romanzo sul fascismo raccontato attraverso Benito Mussolini: il figlio di un secolo che ci ha reso quello che siamo».
Quindi, un romanzo di oltre 800 pagine nel quale Scurati si propone di ricostruire narrativamente la figura di Mussolini seguendo la sua parabola di uomo in parallelo alla crescita e alla disfatta del partito fascista. Un opera monumentale, oserei dire.

Qui non si condanna né si giustifica la figura del dittatore italiano. La si descrive. Tutto è ampiamente documentato e nessun personaggio è frutto della fantasia dello scrittore. Come si legge al suo interno: «Fatti e personaggi di questo romanzo documentario non sono frutto della fantasia dell’autore. Al contrario, ogni singolo accadimento, personaggio, dialogo o discorso qui narrato è storicamente documentato e/o autorevolmente testimoniato da più di una fonte. Detto ciò, resta pur vero che la storia è un’invenzione cui la realtà arreca i propri materiali. Non arbitraria, però».
Quindi, riportando le parole dell’autore che sento particolarmente vicine vi dico che «se vogliamo che il fantasma del fascismo smetta di tornare a infestare le nostre case, dobbiamo farci i conti. Narrare è per me la massima forma di esorcismo. Dobbiamo attraversare il fantasma».

Buona lettura.

Ventuno vicende vagamente vergognose

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Voi lo sapete cosa sono i #tautogrammi?
Si tratta di composizioni costruite con componenti che cominciano, categoricamente, con caratteri coincidenti.
BOOM!

In “Ventuno vicende vagamente vergognose”, volumetto pubblicato per i tipi di CasaSirio Editore a firma Walter Lazzarin, troviamo storie che rappresentano un piccolo reale gioiello surrealista che mescola giochi linguistici e goliardia, poesia classica e farsa scollacciata. Una dichiarazione d’amore all’Amore e alle sue défaillances.

Un piccolo esempio? Partiamo con la A.
«Ancora adolescente, Aristotele assieme ad altri alunni aveva avuto accesso all’Accademia. Abbandonò Atene appena apprese abbastanza; ambiva ad arricchirsi accasandosi ad Atarneo, agglomerato asiatico. Adulto, arrivato all’apice, abitò altrove. Attraverso ambienti altolocati avviò alcuni allievi all’astronomia, all’aritmetica, all’arte amatoria (…)».

Che ve ne pare?

ps: la foto è di lato perché mi piace così (sorriso)

 

 

Napoli mon amour

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È un romanzo di formazione il debutto editoriale di Alessio Forgione per NN Editore dal titolo “Napoli mon amour”, una Napoli afosa e livida di pioggia, cinerea come la Hiroscima del film. Una lingua incalzante, sonora, intessuta di tenerezza, febbrile.

“Era meglio un mondo così, che rischiava di esplodere e finire in ogni istante, che un mondo come il mio, dove non accadeva nulla”.

Consigliato per chi ama l’odore dell’asfalto bagnato dalla pioggia, per chi si è tuffato nell’acqua di diamante del mare di Procida, per chi ha capito l’immensità blu di perdere tutto, in un solo momento, come un bagaglio lasciato su un treno in partenza.  

Storia della MIA ansia

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Questa mattina, ospite in veste di lettrice al secondo circolo, ai miei piccoli uditori ho parlato di emozioni. Ma ho tralasciato questa che, da sempre, m’accompagna.
Io ci rido su.
Voi fate come me 

“Ansia” di Elena Triolo, HOP Edizioni: un divertente concentrato di ansie formato pocket da portare in borsetta, sempre pronte in ogni evenienza.

“Vaffanculo. Colora via l’ansia”, Adriano Salani Editore: 40 insulti da colorare con animali carini… ma stronzi.

Buona #ansia a voi, Elena 

Le regole non valgono

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Comincia così il memoir di Ariel Levy con la normalità che deflagra e poi si sgretola. «Negli ultimi mesi ho perso mio figlio, la mia compagna e la casa». Il punto di collasso è la perdita di un bambino, avvenuta alla diciannovesima settimana di gravidanza nella stanza di un albergo di Ulan Bator, in Mongolia.

Quando torna a casa la sua vita, quella di prima, semplicemente non esiste più. Al suo posto c’è solo un grumo di dolore e la consapevolezza difficile che l’unica a poter fare ciò che vuole è madre natura: le sue sono le sole regole che valgono.

Ariel Levy, Le regole non valgono, Bompiani edizioni (trad. Claudia Durastanti).

 

Il diner del deserto

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“Il diner del deserto” James Anderson, NN Editore
Con dolce e disincantata ironia, l’autore ci consegna un avvincente noir on the road, in cui il male e il desiderio di vendetta svaniscono di fronte alla lealtà che unisce i personaggi: impalpabile come l’ombra di un miraggio, intensa come la luce che abita il deserto.

“La curiosità non era mai stata un problema per me. La trattavo come un cane che dorme in una discarica. In linea di massima, non scavalcavo la recinzione. Alcune cicatrici frastagliate sul sedere mi ricordavano le poche volte in cui avevo violato quella regola. Solo perché il cane non si vede, non vuol dire che non ci sia. Certo, di tanto in tanto do una sbirciatina oltre la rete. ciò che vedo e penso lo tengo per me”.

Che ve ne pare?

12 settembre 2008 – 12 settembre 2018: 10 anni senza David Foster Wallace

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Domani, 12 settembre 2018, saranno 10 anni senza David Foster #Wallace.

Lo scrittore americano definito un genio postmoderno, filosofo e insegnante, morto suicida nel garage di casa sua, ha lasciato una grande eredità: celebre il suo “Infinite Jest” ma anche i suoi racconti e i suoi reportage.

Qui in libreria abbiamo un po’ di titoli (questi in foto solo alcuni). Se volete avvicinarvi a questo scrittore osannato da molti e criticato da altri fate un salto: magari ne parliamo assieme.
Ad esempio: la libraia ha amato “Una cosa divertente che non farò più”, ha provato più volte a leggere “Infinite Jest” senza mai finirlo e ha divorato “La ragazza dai capelli strani”.

“Dal momento che il dolore è un’esperienza mentale totalmente soggettiva, non abbiamo accesso diretto al dolore di niente e nessuno a parte il nostro” D. F. Wallace

L’amica geniale_Quadrilogia e serie tv

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Cari e care,
lo scorso 2 settembre al festival del cinema di #Venezia è stata presentata in anteprima la serie tv “L’amica geniale” tratta dalla quadrilogia dell’autrice (ancora sconosciuta?) #ElenaFerrante, le cui opere sono edite in Italia dalle Edizioni E/O.

Si parte con “L’amica geniale”, appunto, per proseguire con “Storia del mio cognome”, “Storia di chi fugge e di chi resta” e “Storia della bambina perduta”.

In libreria abbiamo la quadrilogia al completo e altri volumi di questa autrice italiana diventata narratrice cult negli States.
Se volete dare un’occhiata ai volumi vi aspettiamo. E magari, a termine della serie tv, potremo parlare anche del mistero che per anni ha circondato #ElenaFerrante.

Ah, dimenticavo: la serie tv è diretta da un grande (secondo me è davvero grande) regista, #SaverioCostanzo.

Le assatanate

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In questo particolare periodo in letteratura va parecchio di moda il genere distopico.
Sapete cos’è, vero? Ve lo ricordiamo noi, tranquilli. Si tratta di un genere letterario che tende a mettere in scena una immaginaria società o comunità altamente indesiderabile o spaventosa.

Tra i tanti autori presenti in libreria, sia italiani che stranieri, vogliamo anche evidenziare il romanzo pubblicato dalla Transeuropa ed. nel 2012 nella collana “Narratori delle Riserve-Serie Straniera”: parliamo dell’opera di Bernard Quiriny dal titolo “Le assetate”, tradotto da Stefania Ricciardi, con prefazione di Lidia Ravera.

Non ci va di dirvi nulla di questo libro particolare, ci limitiamo a segnalarvi alcuni “strilli”:

Quiriny firma una favola politica stupefacente, un romanzo piccante e caustico;
 La città delle donne: utopie di un mondo malato;
 Uno specchio inquietante della nostra epoca attenuato da un umorismo irresistibile;
 La conferma di un’immaginazione romanzesca insaziabile.
Un qualcosa tra Will Self, Roberto Bolano, Philippe Muray e Groland;
 Le assetate si rivela dannatamente intelligente ed esilarante, un incrocio tra Philippe Muray, Alfred Jarry e il film Borat.

Ora.
Non ditemi che non siete curiosi che non vi crediamo.

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